Fotografo Matrimonio Treviso | Chirine & Rawad Castelbrando | 23 Giugno 2016

Emotions in Venice Portfolio 2015 | Portfolio Fotografico

Emotions in Venice Portfolio 2015 | Portfolio Fotografico

Come presentare un portfolio fotografico per la discussione di gruppo

Una delle principali novità dell’edizione 2015 di Emotions in Venice è la differenza di approccio che caratterizzerà la nostra tre giorni Veneziana: non più un “workshop”, ma un “symposium”.
Dopo anni di insegnamento per tutti e tre gli accompagnatori di pensiero, Mauro Pozzer, Mauro Ranzato e Edoardo Agresti, e alla luce della spontanea evoluzione che sta muovendo la fotografia di matrimonio in Italia, si è vista la necessità di focalizzarsi più sul perché di una fotografia, piuttosto che sul come.
A questo proposito, ai partecipanti al symposium verrà chiesto di presentare il proprio Portoflio Fotografico per la discussione con i relatori. Ma cosa si intende con Porfolio Fotografico?

Citando Edoardo Agresti, il Porfolio di un fotografo è:

Una raccolta omogenea di un numero limitato d’immagini che, nella presentazione di una idea creativa, identifichi lo stile, la sensibilità e il modus operandi di un fotografo.

L’omogeneità oltre che stilistica dovrebbe essere anche visiva. La successione delle foto deve essere tale che la successiva deve aggiungere o approfondire qualcosa a quella che la precede e nel suo insieme deve raccontare il progetto del fotografo. Si deve percepire nella visione il dipanarsi di un filo conduttore che porta il lettore a capire anche la personalità dell’autore in una sorta di confessionale muto in cui il fotografo mette a nudo se stesso.

Ogni foto deve essere la tessera di un puzzle, ognuna diversa dall’altra, ognuna necessaria e indispensabile, ma deficitaria e limitata se presa e letta singolarmente. Un racconto la cui sintassi e narrazione è il biglietto da visita del fotografo.

Per iniziare a costruire il proprio Portfolio Fotografico si possono seguire due filoni: quello della fotografia reportagistica e quello della fotografia di posa.

Nel campo del matrimonio, se lo stile del fotografo è principalmente reportagistico, allora una buona tecnica è quella di rispondere alle “W-H Words”, ovvero Who, What, When, Where, Why e How – Chi, Cosa, Quando, Come, Dove, Perché, Come.
Non necessariamente un porfolio deve rispondere a tutte queste domande; è tuttavia un’ottima base di partenza.
Nel caso venga presentato un Portfolio matrimoniale di stampo reportagistico, quindi, va benissimo scegliere un singolo evento (“cosa”, quindi il matrimonio) di una coppia (“chi”) in una o più location (“dove”) in una determinata data (“quando”). Il “Perché” e il “Come” stanno alla sensibilità del singolo fotografo.

Se lo stile del fotografo, invece, è principalmente di posa o concettuale, il Porfolio segue meno una linea unitaria: ben venga quindi un porfolio dedicato a una singola location (ad esempio, dieci matrimoni diversi in uno stesso luogo), oppure focalizzato su un aspetto clou del matrimonio (come ad esempio un porfolio di ritratti alla sposa), oppure ancora un matrimonio raccontato attraverso dettagli dello stesso. Come anticipato, il portfolio è un racconto la cui sintassi e narrazione è il biglietto da visita del fotografo che lo presenta.

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